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Le scelte dei Genitori (con figli 0-3 e oltre)

 

La maggior parte delle decisioni da prendere spetta ai genitori: sono loro che valutano che cosa sia davvero giusto per "quel" figlio in "quel" momento. Nella vita quotidiana poi ci sono molte occasioni che impongono scelte veloci e decise che vengono spesso compiute automaticamente. La capacità degli adulti di scegliere solleva il bambino da responsabilità eccessive che rischiano di stressarlo.

I genitori che lasciano sempre libero il figlio di scegliere che cosa mangiare, quando andare a dormire, che vestito mettere o cose simili, pensano bonariamente di fare il suo bene lasciandogli esprimere la propria personalità senza costrizioni. Ma per il bambino piccolo molte di queste scelte implicano una responsabilità eccessiva, anche se si tratta solo di optare per la gonna o i pantaloni. E' come se gli venisse imposto di crescere da solo, ed è da queste situazioni che nascono i capricci.

Le scelte che i genitori prendono per il bambino in sé non lo opprimono e non limitano le sue capacità intellettive ed emotive, ma facilitano a favoriscono la sua vita in famiglia e nelle società. Scegliere, dunque, fa parte della cura che si deve avere per il proprio figlio. Se il genitore sa che a suo figlio servono dieci o dodici ore di sonno, sarà lui a dover trovare il modo di aiutarlo ad andare a dormire, standogli vicino e rassicurandolo, anche se il bambino si oppone perchè ha paura di addormentarsi. Aspettare che crolli dal sonno fra il nervosismo di tutti non aiuta né lui né i genitori. Lasciarlo in balia di se stesso è inopportuno: il bambino ha bisogno di un genitore che non sia preda dell'indecisione e che sappia che cosa fare, altrimenti si sente abbandonato e non contenuto.

...allora, quando può scegliere il bambino?...

Conoscere il proprio figlio vuol dire anche sapere quando lasciarlo scegliere da solo, un'esperienza importante per la sua crescita. Le piccole scelte quotidiane per manifestare i propri gusti e le proprie preferenze non creano tensione e aiutano il bambino a progredire. 

Il bambino è in grado di scegliere solo tra cose molto semplici, ad esempio tra il gelato alla fragola o quello al cioccolato. Anche se può sembrare strano affermarlo, non gli si può chiedere se preferisca stare in casa o andare al parco. Scegliere implica anche la capacità di accettare di perdere l'altra opzione: non si può stare a casa a guardare i cartoni animati e andare contemporaneamente a giocare con la palla al parco. Il bambino si ingarbuglia nelle sue emozioni, la scelta diventa complicata e i grandi perdono la pazienza.

L'educazione a scegliere è un processo lungo che deve partire dagli argomenti più semplici che riguardano il bambino da vicino, spiegandogli la differenza tra una cosa e l'altra. In questo modo il bambino si sente sostenuto ed è felice di imparare a fare le sue scelte autonomamente e di gestire il proprio conflitto interno. Con il tempo capirà che esistono più possibilità per realizzare ciò che desidera e le sue valutazioni saranno più ragionate.

...concludendo...

I geitori che lasciano il bambino piccolo libero di scegliere da solo rischiano di confonderlo: dopo un primo momento di gratificazione il piccolo non sapendo per cosa optare chiede una terza cosa, poi una quarta, fin quando entra in crisi.

(M.P. Bagdadi, Dizionario Affettivo)

 

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