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Un testimone di atti di bullismo può agire? Vediamo come.

 

 

 

È d'obbligo constatare come sia alquanto difficile per bambini e adolescenti intervenire in modo attivo e positivo presso i coetanei vittime di bullismo. Spesso non sanno come comportarsi e temono che il loro intervento possa avere conseguenze negative per sé. Infatti, i giovani possono temere che, prendendo le difese di una vittima, l'aggressore possa poi agire anche contro di loro. L'affiliazione a un soggetto vulnerabile non è vista dagli altri come un modo per salire di grado all'interno di un gruppo.

Neppure la denuncia è una cosa semplice, dato che essa viene percepita in modo negativo dai giovani. Molti manifestano una certa confusione riguardo al valore , positivo o negativo, da attribuire all'atto di denunciare le azioni commesse da un bullo, tanto più se fanno parte di uno stesso gruppo. Gli adulti hanno spesso insegnato loro che non è consigliabile immischiarsi negli affari altrui. Il fatto di denunciare il comportamento di un membro del gruppo viene anche visto come un atto sleale. Non va però dimenticato che esiste una notevole differenza fra "tradire" (cioè denunciare per nuocere agli altri) e segnalare atti riprovevoli e pericolosi allo scopo di garantire la sicurezza di tutti.

Per spezzare la legge del silenzio ed essere in grado di agire, i giovani devono sentirsi competenti. È dunque necessario sensibilizzarli ed educarli riguardo alle azioni che possono compiere quando si trovano ad assistere a episodi di bullismo.

Ecco alcuni esempi di azioni positive:

  • parlare con l'aggressore, subito o in un secono tempo, denunciando apertamente il suo comportamento;
  • interpellare immediatamente l'aggressore in modo da distrarlo per interrompere l'azione;
  • parlare con la vittima, subito o in un secondo tempo, in modo da dimostrarle il proprio sostegno e permetterle di difendersi;
  • entrare in contatto con la vittima manifestandole amicizia e offrendole di unirsi al gruppo o a un'attività, o intervenendo per fare in modo che non rimanga isolata;
  • confidarsi con un adulto presente sul luogo in cui viene messa in atto la violenza;
  • informare un proprio familiare;
  • parlare con uno o più amici per cercare di individuare un modo per intervenire e contrastare con fermezza l'aggressore;
  • intercedere presso un amico dell'aggressore per convincerlo a intervenire.

Gli adulti devono invitare il giovane testimone a non rimanere passivo di fronte ad atti di bullismo. Bisogna spingerlo ad agire in difesa della vittima senza assumere atteggiamenti che possano "incoraggiare" l'aggressore (ridere, scherzare, ecc.) e sensibilizzarlo all'idea che fa parte del problema se non agisce, e che fa parte della soluzione se agisce. 

 (F. Saint-Pierre, Bambini e bullismo)

 

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